La struttura  è inserita nel percorso del Cammino dei Briganti mappa sentieri 

E’ meta ideale per chi ama fare il trekking o la mountain bike  lungo i numerosi sentieri  che circondano la zona.

Il Cammino dei Briganti è percorribile in sette giorni, è un cammino a quote medie (tra gli 800 e i 1300 m. di quota) sulle orme dei briganti della Banda di Cartore tra la Val de Varri, la Valle del Salto e le pendici del Monte Velino. Partenza e arrivo da Sante Marie, vicino a Tagliacozzo (AQ).  La Marsica e il Cicolano sono terre di boschi, montagne e storie di briganti. In particolare il territorio attraversato da questo cammino è un territorio di confine, oggi tra Abruzzo e Lazio, ieri tra Stato Pontificio e Regno Borbonico. I briganti vivevano sul confine per passare da una parte all’altra a seconda della minaccia. I briganti non erano malviventi, erano più simili ai partigiani, lottavano contro l’invasione dei Sabaudi, che avevano costretto il popolo a entrare nell’esercito. Erano spiriti liberi, che non volevano assoggettarsi ai nuovi padroni, e per questo erano entrati in clandestinità. Una storia fatta anche di rapimenti, riscatti, e tanta violenza. Una storia di 150 anni fa. Oggi l’esperienza dei viaggiatori antichi viene riproposta basata sul viaggiare a piedi da paese a paese lungo questo cammino di 7 giorni, tutto ben percorribile, segnato e con posti tappa attrezzati. La natura abruzzese non è addomesticata, serve attenzione ed è fondamentale portare con sé  una bussola e la mappa. Quest’ultima si puo’  reperire presso l’Ufficio della Riserva della Luppa a Sante Marie.E’ NECESSARIO PRENOTARE SEMPRE TUTTO (DORMIRE E MANGIARE)! SENZA PRENOTAZIONI SI POSSONO  AVERE GROSSI PROBLEMI.

 

 


La cima del  Monte Velino, la più elevata della catena Sirente-Velino con 2487 m s.l.m. e dell’omonimo gruppo montuoso (gruppo del monte Velino) situato a poca distanza dal confine dell’Abruzzo nord occidentale (appennino abruzzese) con il Lazio, tra la conca marsicana del Fucino e le valli dei fiumi Aterno e Salto, affiancato dalle montagne della Duchessa a nord-ovest e dal massiccio del monte Sirente a sud-est, da cui è separato dall’altopiano delle Rocche. Inserito tra i siti di interesse comunitario dell’Abruzzo è compreso all’interno del parco naturale regionale Sirente-Velino, al cui interno è istituita anche la riserva naturale Monte Velino.

Indicazioni Stradali


ll lago della Duchessa è un lago montano d’altura del Lazio, in provincia di Rieti, all’interno della riserva regionale Montagne della Duchessa, nel territorio del comune di Borgorose, ai confini con l’Abruzzo e la provincia dell’Aquila. Si tratta di un lago di origine glaciale di tipo alpino, uno dei pochi dell’Appennino, posto a 1788 m s.l.m. in una conca d’altura tra le pareti di roccia del Murolungo (2184 m) e i declivi del monte Morrone (2141m) e del sottogruppo Costone-Uccettu (2239–2004 m) in una zona prativa che d’estate si ricopre di ranuncoli ed è il rifugio del tritone crestato. Nei pressi è presente una grotta carsica ricca d’acqua e dal suggestivo nome di Grotta dell’Oro.

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Il lago del Salto è il più grande lago artificiale del Lazio, situato in provincia di Rieti, creato nel 1940 dallo sbarramento del fiume Salto con la diga del Salto e la conseguente sommersione dell’omonima profonda Valle nel Cicolano. Le sue acque sono condivise con quelle del vicino bacino idroelettrico del lago del Turano mediante un canale artificiale lungo circa 9 km sotto la giogaia de Monte Navegna (1508 ms.l.m.).  Il lago è di conformazione molto allungata, all’apparenza come un enorme fiume o fiordo, e dall’importante perimetro per via anche della linea costiera molto frastagliata, segue fedelmente la stretta conformazione dell’omonima Valle del Salto. Tutta la valle del Salto in corrispondenza del lago è coperta da fitti boschi lungo le pendici montuose dei monti che diradano bruscamente sul Lago. Presso i paesi di Fiumata e di Borgo San Pietro (entrambi lungo le sponde settentrionali) è possibile accedere alla costa attraverso spiagge attrezzate e balneabili che permettono anche il noleggio di attrezzature turistiche quali ombrelloni, sdraio, pedalò e canoe. Negli ultimi anni il bacino è diventato un importante punto di riferimento per gli amanti del wakeboard. Alcune prestigiose gare nazionali e internazionali, tra cui i campionati Europei, si disputano proprio nel Lago del Salto. E’ meta di turismo estivo  e di pesca.

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Visita alle Grotte di Val de’ Varri, uno dei principali inghiottitoi dei monti Carseolani,  esplorate per la prima volta nel 1929. Sono state aperte al pubblico nel 2003 e hanno uno sviluppo sotterraneo di 1800 metri lungo i quali scorre un corso d’acqua . Le Grotte di Val de’ Varri sono al centro di una zona che offre numerose attrattive turistiche, paesaggistiche, gastronomiche e culturali che permettono al visitatore di fare una esperienza quanto mai piacevole e interessante. Segnaliamo, tra le altre cose, i numerosi eventi organizzati nei dintorni, il Museo Archeologico Cicolano a Corvaro e Rieti sotterranea.

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Visita alle Grotte di Stiffe,  un complesso di grotte carsiche situate nei pressi di Stiffe, nel territorio del comune di San Demetrio ne’ Vestini (AQ), in Abruzzo, ricomprese all’interno del parco naturale regionale Sirente-Velino. Testimonianza di una risorgenza attiva unica in Italia, rese accessibili al pubblico dal1991,  costituiscono oggi uno dei principali siti naturalistici del territorio aquilano, facendo registrare annualmente oltre 40.000 presenze.

 

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Visita alle Grotte di Beatrice Cenci:  le grotte si aprono in una parete rocciosa che delimita la valle del fiume Imele, nei pressi di Petrella Liri e Verrecchie (frazioni di Cappadocia).
Scavate dalle acque del fiume, esse sono ricche di stalattiti e concrezioni minerali. Grazie agli accumuli di acque risultano essere di grande interesse naturalistico.
All’interno sono stati ritrovati numerosi manufatti dell’età della pietra. Le si affianca l’impressionante cavità dell’Ovido di Verrecchie, profonda un centinaio di metri. Dal 1993 è stato realizzato un intelligente percorso turistico che, impiegando passerelle in griglia metallica posizionate nella galleria naturale “delle Firme” arriva ad affacciarsi sul grande pozzo con cascata assecondando la naturale morfologia dei luoghi e l’assenza di illuminazione artificiale rende la vista dell’inghiottitoio molto spettacolare.

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Visita al sito archeologico di Alba Fucens, sorto nel IV secolo a.C. come colonia di diritto latino in una posizione elevata e ben fortificata di circa 34 ettari a quasi 1000 ml.m. alle pendici del monte Velino in Abruzzo. Dichiarato monumento nazionale nel 1902, è situato nel contemporaneo comune di Massa d’Albe (AQ) a ridosso del borgo medievale di Albe, a pochi chilometri a nord della città di Avezzano.

 

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 Cunicoli di Claudio si trovano sotto il Monte Salviano,nel territorio del comune di Avezzano. I Cunicoli di Claudio sono un’opera idraulica di epoca romana  costituita da un lungo canale sotterraneo, sei cunicoli e trentadue pozzi, che l’imperatore Claudio fece costruire tra il 41 e il 52 d.C. per prosciugare il lago Fucino con lo scopo di salvaguardare i paesi marsicani dalle inondazioni o dalle malsane secche e rendere i terreni emersi coltivabili.  L’impresa durò 11 anni e per la realizzazione furono impiegate 30.000 persone tra schiavi e operai che lavoravano anche di notte, su tre turni di 8 ore, in squadre sparse lungo il tragitto del canale. Venivano realizzati cunicoli collaterali, preparatori che poi venivano connessi tra loro e che rimasero in funzione fino alla caduta dell’Impero Romano. Nel Medioevo Federico II di Svevia tentò di ripristinare l’emissario, seguito successivamente da altri vani tentativi, fino al prosciugamento definitivo del lago a opera del banchiere Alessandro Torlonia, avvenuto tra il 1854 e il 1878.  I cunicoli marsicani sono l’opera romana più maestosa dopo l’Istmo di Corinto con i resti delle opere e delle attrezzature usate per il prosciugamento del Lago del  Fucino. Oggi la Piana del Fucino è una della zone  più fertili d’Italia.Nel 1902 i cunicoli di Claudio, erroneamente detti anche “cunicoli di Nerone”,  sono stati inclusi tra i monumenti nazionali italiani con possibilità di visite guidate nei  mesi estivi.Il  percorso è  adeguato all’accesso dei diversamente abili.

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Visita al sito archeologico di Lucus Angitiae, conosciuto anche più semplicementecome Angizia dal nome dell’omonima dea,  è un sito archeologico riconosciuto    come monumento nazionale posto nei pressi della sponda meridionale della conca del Fucino, vicino alla contemporanea cittadina di Luco dei Marsi in provincia dell’Aquila.

 

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Visita al sito archeologico di Marruvio che era un’antica città dell’Italia centrale, principale centro del popolo dei Marsi sulle sponde del lago Fucino. Corrisponde alla contemporanea cittadina di San Benedetto dei Marsi, in provincia dell’Aquila.

 

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Visita al Castello Piccolomini sito nel centro storico di Celano (AQ), che domina la sottostante piana del Fucino e  fa parte del Polo Museale dell’Abruzzo ospitando il Museo  d’arte sacra della Marsica.

 

 

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Il Museo d’arte sacra della Marsica è un Museo abruzzese che ospita 9 sale all’interno del Castello Piccolomini di Celano, importante centro culturale della Marsica.Il  castello venne fondato tra la fine del Trecento e gli inizi del Quattrocento dalla potente  famiglia Piccolomini; entrando, si ammira il bel cortile con resti di affreschi del XV secolo e,  alcune sale al piano terra ospitano una sezione archeologica. La visita al museo inizia al primo piano con   le sale che raccolgono le maggiori espressioni artistiche della Marsica, di scultura, pittura, oreficeria e tessitura, dal VI secolo al XVIII secolo.

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Nuovo Museo Paludi di Celano –  Il museo della Preistoria è una struttura polifunzionale sorta nei pressi dell’area archeologica Le Paludi; al suo interno ospita spazi espositivi per mostre temporanee, laboratori di restauro e di antropologia, una sala conferenze e depositi antisismici.La collezione spazia dall’età del Bronzo fino all’epoca romana e illustra la storia della Marsica a partire dai primi villaggi palafitticoli. Gli scavi archeologici a Le Paludi, effettuati dal 1985 al 1998, hanno portato alla luce un insediamento del terzo millennio a.C., sulle rive dell’antico lago del Fucino.Di particolare importanza le basi dei pali lignei delle capanne e le tombe a tumulo del Bronzo Finale, che conservano i resti del defunto in una sezione di tronco d’albero incavato.

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Visita al Santuario della Santissima Trinità
– E’ un piccolo Santuario della chiesa cattolica ,dedicato alla Trinità, situato nel territorio del comune di Vallepietra (RM), al confine del Lazio con l’Abruzzo, in un territorio montano a quota 1337 m s.l.m.. Incluso nel territorio della diocesi di Anagni-Alatri, si trova al di sotto di una grande rupe rocciosa a strapiombo del gruppo  montuoso del monte Autore (a 1885 metris.l.m.) (Colle della Tagliata),  lungo il versante sud-ovest della catena dei monti Simbruini, affacciandosi sulla sottostante valle  del Simbrivio.   Meta frequente di devoti, pellegrini, curiosi ed escursionisti, provenienti soprattutto    dal Lazio, Abruzzo e Campania, è raggiungibile facilmente salendo da Vallepietra per circa 14 km di strada asfaltata, oppure dal limitrofo territorio abruzzese di CappadociaCamporotondo attraversando la strada sterrata circondata da faggete secolari del pianoro carsico di Campo della Pietra, località nota anche per essere stata sede del set del film     “Lo chiamavano Trinità”.

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Chiesa di Santa Maria in Valle Porclaneta
è uno dei più interessanti esempi di arte romanica abruzzese, in cui confluiscono influenze arabo-ispaniche, bizantine e longobarde. Oltre che dalla meraviglia della sua architettura, la suggestione della chiesa nasce in gran parte dalla sua posizione, isolata nella natura, oggi Parco Regionale Sirente-Velino, dai tesori di scultura che conserva. Un tempo parte di un complesso abbaziale monastico ora scomparso, custodisce preziose opere d’arte, affreschi del Quattrocento, uno splendido ambone e un ciborio del XII secolo realizzati da Nicodemo e Roberto e una bellissima iconostasi i cui plutei sono decorati con grifi, aquilotti e leoni, l’architrave ligneo, anch’esso finemente decorato, è rarissimo che si sia conservato sino ai nostri giorni. Pianta basilicale a tre navate con pilastri quadrati. Degna di nota è la decorazione esterna dell’abside, riedificata in forma poligonale nel Duecento ed ornata da semicolonne disposte in tre ordini. Meta preferita del Santo Padre S. Giovanni Paolo II.

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Il Centro Storico di Tagliacozzo – Borgo storico nel cuore d’Abruzzo, Tagliacozzo si estende nella gola della montagna ai piedi del Monte Civita, immerso nella storia che dal Medioevo spazia fino al Barocco. Tra piazza dell’obelisco, Teatro Talia, Palazzo Ducale, Palazzo Mastroddi e la fontana duecentesca, la natura irrompe tra le costruzioni, con un fiume che precipita dall’alto e si incunea in un cunicolo sotterraneo dopo un centinaio di metri. Vi sono alcune architetture che meritano assolutamente del tempo in più, come il Castello, ormai in rovina, che sorge sulle pendici del monte Civita.La Chiesa di S. Maria del Soccorso, di cui restano della costruzione originale solo due locali posteriori.  La chiesa più antica e ricca di pregio è invece S. Cosma e Damiano, annessa al monastero, entrambi di stile romantico.Palazzo Ducale è il capolavoro artistico cittadino con le sue finestre istoriate, le bifore, le sale ornamentali, i dipinti e la Cappellina centrale. Nonostante sia stato rovinato da incuria e interventi non proprio consoni durante gli anni, resta il fulcro di Tagliacozzo.Piazza Obelisco è il centro pulsante, viene chiamata Piazza da’ Piedi ed è contornata da numerosi palazzi signorili che si alternano tra angoli ristrutturati e altri in degrado.Il 16, 17 e 18 agosto Tagliacozzo si trasforma ormai da ben sette anni nella città del vino con Gironi divini: potrete assaporare il Montepulciano, il Trebbiano, il Pecorino, il Cerasuolo d’Abruzzo, oltre che agli spumanti e numerosi altri vini bianchi regionali, che saranno protagonisti nel centro storico.

Festival Ascanio a Tagliacozzo ( luglio)

ll Festival è dedicato ad Ascanio Mari, nato a Tagliacozzo (AQ) nel 1524, orafo italiano della Scuola di Benvenuto Cellini. A. Dumas, padre, si ispirò a lui per il personaggio protagonista del romanzo intitolato, appunto, Ascanio. La manifestazione,  si svolge nel centro storico di Tagliacozzo, trasformato in un palcoscenico dove andranno in scena rievocazione storica, teatro, danza, musica, cucina e artigianato, il tutto con la partecipazione di circa duecento figuranti.
Molti gli allestimenti permanenti presenti: installazioni che spaziano dalle dimostrazioni di antichi mestieri al banco del Magister Monetae, al campo degli arcieri e a strane incursioni dal futuro del passato.
Nel corso delle tre serate saranno riaperte le prestigiose taverne e le più popolari osterie che, per l’occasione, riproporranno la degustazione di antiche ricette rinascimentali.

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  Stazione sciistica di Campo Felice – La stazione sciistica di Campo Felice è dotata di  9 seggiovie, 2 sciovie, 3 tappeti, 1 manovia per una portata complessiva di 23.000 persone l’ora, un accesso pratico e veloce alle piste. La conformazione geografica consente di praticare gli sport invernali anche in caso di nebbia poiché tutte le piste confluiscono in un ampio plateau. La stazione sciistica Campo Felice si trova al centro di un’area contornata da cime alte più di duemila metri ed innevate per la maggior parte della stagione invernale.Campo Felice è anche un paradiso per i bambini: infatti, grazie alla “Manovia Baby” e al tappeto Scuola “Brecciara” hanno uno spazio dedicato per imparare a sciare con più facilità e tranquillità. E’ possibile praticare lo sci di fondo e ciaspolate.

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Città di Avezzano – È il secondo comune più popoloso della provincia dell’Aquila e il sesto della regione Abruzzo. La città, documentata come esistente già nel IX secolo, è diventata col tempo il capoluogo della Marsica, di cui è il comune più grande con oltre 42.000 abitanti. È ben collegata anche con la valle del Liri, l’alta valle dell’Aniene e il Cicolano, tutte località al confine del Lazio con la Marsica.

Il centro della città di Avezzano ruota essenzialmente attorno all’ampia piazza Risorgimento in cui si affaccia la chiesa madre della diocesi la cattedrale dei Marsi, ricostruita ex novo dopo il disastroso terremoto che nel 1915 distrusse l’antico centro storico cittadino.  A poca distanza si trovano il

 

Castello Orsini-Colonna                          Chiesa di San Giovanni Decollato

 

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